Differenza fra sudore freddo e sudore caldo

Sudore-pomodoro

In linea generale il nostro organismo tende a mantenere costante la temperatura corporea grazie a meccanismi che regolano la dispersione del calore (soprattutto tramite la cute) e la sua produzione (quest’ultima soprattutto tramite il fegato e i muscoli). Si parla dunque di termoregolazione. A seconda dei messaggi che arrivano ai termorecettori, ecco che la cute reagisce con vasodilatazione (aumenta la perdita di calore) o vasocostrizione (minor dispersione di calore).

Questo vuol dire che o la pelle appare calda e rosea o fredda e pallida, con svariati gradi di sudorazione. Se fa molto caldo, se l’ambiente è eccessivamente riscaldato, se si fa un intenso lavoro muscolare ecco che la cute tende a produrre più sudore, in modo da aiutare a raffreddare il corpo. Pensiamo anche alla febbre: i brividi di freddo servono ad attivare le contrazioni muscolari, quindi aumenta la termogenesi, aumenta il calore, la sua dispersione e aumenta la sudorazione, con relativo tentativo di raffreddamento corporeo per evaporazione. La febbre di fatto deriva da una produzione aumentata di calore e dalla sua insufficiente dispersione.

In caso di eventi stressanti o pericolosi l’organismo reagisce producendo più adrenalina e cortisolo dalle ghiandole surrenali: l’adrenalina stimola la vasocostrizione e le ghiandole sudoripare. Ecco che avremo cute sudata, fredda e pallida. Quindi la sudorazione fredda acuta è più rischiosa della classica sudorazione calda da dispersione di calore. Può per esempio indicare shock acuto.

Ma sudorazione fredda si può avere anche in caso di malattie croniche, come il linfoma, i tumori in cui la sudorazione è provocata da sostanze rilasciate dal tumore.

Foto | Lindawild

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